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Progetto "Dicio bene io ?"

 
immagine di un bambino
 

Con la deliberazione n.339 della Giunta Comunale in data 10 novembre 2015, vista la proposta dell'Unità Funzionale Salute Mentale e Adolescenza Zona Valdinievole dell' A.USL 3 di Pistoia sul progetto "Dicio bene io ?", da effettuare nell'ambito di asili nido della Valdinievole per prevenire l'insorgenza di complicanze nella sfera linguistica comunicativa e dell'apprendimento e quindi come intervento di "prevenzione secondaria" secondo i dettami dell'O.M.S, il Comune di Pescia rinnova l'adozione del suddetto progetto all'asilo comunale "Il Cucciolo" anche per l'anno 2016/2017 .

Compie dieci anni lo screening sul disturbo del linguaggio, condotto negli asili nido della zona distretto della Valdinevole. Organizzato dalla unità funzionale salute mentale infanzia e adolescenza, il progetto, è stato opportunamente chiamato "Dicio Bene Io?", e negli anni ha fatto registrare nuove adesioni e ottenuto riconoscimenti e unanimi consenti, in ambito scientifico, universitario e a livello nazionale.

La procedura adottata da neuropsichiatra e logopedista, rappresenta, infatti,uno degli strumenti più efficaci nella prevenzione primaria dei disturbi del linguaggio e dell'apprendimento; lo scopo è individuare precocemente casi di bambini che non parlano, o, se lo fanno, che presentano un'espressione comunicativa alterata, e quindi deviante rispetto alla norma.

La dottoressa responsabile del progetto, spiega che sono diversi i motivi del successo dell' intervento: è rivolto alla fascia di età tra i 18 e i 36 mesi, in cui è più facile agire e viene condotto all'interno dell'asilo, un ambiente familiare al bambino e gradito dai genitori.

Nei 10 anni del progetto sono stati coinvolti 17 asili nido (tra pubblici eprivati) ,esaminati in totale 2478 bambini, di cui 431 sono risultati positivi allo screening e indirizzati ai servizi AUSL3.
Nella realizzazione dello screening è fondamentale il ruolo attivo delle educatrici,che collaborano attivamente a tutte le fasi del progetto con gli operatori sanitari, e quello dei genitori: sono loro, infatti, che devono rispondere ad un questionario molto semplice sulla competenza linguistica dei figli.

L'adozione del progetto di screening "Dicio bene io ?" all'interno degli asili nido consente di :
1.individuare indicatori di rischio per lo sviluppo linguistico comunicativo del bambino ;
2.attuare un primo intervento indiretto di stimolo alla percezione e alla produzione linguistica all'interno del nido ;
3.evitare l'insorgenza di difficoltà di integrazione nel gruppo dei coetanei ;
4.prevenire la manifestazione di successivi disturbi dell'apprendimento scolastico .

Il progetto è così articolato :
1.Presentazionedel progetto ai genitori dei bambini interessati (18-36 mesi ) ;
2.Somministrazione in forma anonima dello strumento di screening ;
3.Lettura dei dati e loro valutazione qualitativa e quantitativa ;
4.Realizzazione di un laboratorio linguistico gestito dalle Educatrici del nido in collaborazione con gli operatori della A.S.L coinvolti nel progetto ;
5.Nuova somministrazione del questionario ;
6.Nuova lettura dei dati e paragone con la precedente ;
7.Restituzione in forma anonima dei risultati del questionario alle famiglie , sollecitando i genitori dei bambini con sospetto ritardo di sviluppo del linguaggio o difficoltà nella comunicazione e nell'interazione sociale ad un successivo approfondimento diagnostico presso la U.F.S.M.I.A.

Lo screening che ha la durata di un anno educativo e si rinnova annualmente , prevede l'impiego di uno strumento standardizzato per la valutazione precoce del linguaggio qual è "Il primo vocabolario del bambino" , di Caselli e Casadio (1995) nella sua forma breve , adattamento italiano del questionario MacArthur , per la valutazione del linguaggio e della comunicazione nei primi anni di vita .
Il questionario è compilato dai genitori , i quali indicano la produzione verbale spontanea e riportano eventuali distorsioni della pronuncia . Strutturazione e restituzione del progetto , sia alle insegnati che ai genitori , vengono fatte dalla neuropsichiatra infantile referente .

A ogni nido aderente al progetto viene assegnata una lettera, in ordine alfabetico; all'interno di ciascun nido ogni bambino viene identificato con un numero cardinale: questa procedura lascia gli operatori del servizio U.F.S.M.I.A completamente all'oscuro dell'identità dei bambini, conosciuta soltanto dalle educatrici, le uniche in possesso della lista di tutti i nominativi e del codice numerico corrispondente.
I risultati delle valutazioni effettuate vengono in un secondo momento consegnate alle Educatrici del nido che provvedono a distribuirle ai genitori .
In tale modo viene garantita la riservatezza dei bambini e delle loro famiglie nel rispetto della privacy .

Il protocollo di intervento adottato prevede che vengano effettuate due somministrazioni del questionario a distanza di circa 5 mesi l'una dall'altra .
In caso di negatività i genitori riceveranno comunque una lettera di ringraziamento, mentre in caso di positività allo screening i bambini sono inviati a recarsi al servizio U.F.S.M.I.A competente per territorio, dove sia la neuropsichiatra infantile sia la logopedista eseguiranno più approfondite valutazioni .
Quando un bambino non riesce a comunicare correttamente già da piccolo tende ad isolarsi, ad essere aggressivo, si sente frustrato: questo progetto interviene tempestivamente sul versante logopedico riducendo anche eventuali altri rischi come quello di decorso del problema e scarso apprendimento scolastico negli anni successivi.

Da tre anni è stato aperto anche uno sportello virtuale, rivolto alle educatrici e ai genitori che necessitano di spiegazioni o suggerimenti, o semplicemente vogliano esprimere opinioni sul progetto stesso.

In supporto al progetto a cui aderiscono gli asilo nido anche il sostegno genitoriale nell'apprendimento e nello sviluppo linguistico dei bambini è fondamentale attraverso attività ludica .
Molti logopedisti suggeriscono di intervenire attraverso lo sviluppo del "gioco delle imitazioni", ovvero il bambino, in una situazione di gioco imita quello che pupazzi o marionette dicono in un contesto di divertimento.
Molto importante è simulare situazioni di routine e coinvolgere il bambino ad assumere un ruolo centrale durante l'attività, facendolo sentire più attratto e più protagonista.
In tal modo il bambino si troverà ad ampliare il proprio vocabolario linguistico e allo stesso tempo a correggere i propri difetti di pronuncia .

 

 
 
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