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Dal Borgo al vecchio Mercato dei Fiori

 

Tempo consigliato per la visita: almeno due ore
Itinerario: Borgo San Furello - Porta Lucchese o Reale - Casa Marchi - Piazza XX settembre - Archivio di Stato - Viale Garibaldi - Pubblica Assistenza - Giardini pubblici - Pinacoteca nell'ex Monastero benedettino di S. Michele -Villetta Bartoli - Chiesa di S. Michele -Villa Sismondi e la Biblioteca Comunale - Palazzo Piacentini - Il vecchio Mercato dei fiori - Via Fiume - Villa Valdiserra-Macchini.

 
 
borgo della vittoria

L'incontro dell'area sud della piazza grande con la Ruga degli Orlandi crea uno slargo viario che introduce al Borgo della Vittoria, già Borgo San Furello.
In prossimità del palazzo Cecchi, dove oggi si trova la sede della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, è situato un suggestivo cantino, detto "del Ferrucci", all'interno del quale si trova una bella margine con un affresco seicentesco di Giovanni da San Giovanni, che rappresenta la Madonna con il Bambino.
Il Borgo è un punto urbano molto vivo e frequentato dai cittadini; vi si trovano negozi e bar; qui i pesciatini amano conversare e fare acquisti di ogni genere.
I palazzi di Borgo della Vittoria non sono particolarmente eleganti, benché alcuni edifici, soprattutto quelli più prossimi alla piazza, esibiscano in facciata stemmi nobiliari.
La parte più antica è appunto quella che si trovava all'interno delle mura, coincidente con quel tratto viario che va dalla piazza fino all'altezza di via dell'Acqua; in quel punto infatti si ergeva la Porta Lucchese, detta anche "Porta Reale".
Sulla facciata della casa Castaldi, posta a destra, si trova una bella lapide del 1315 in caratteri gotici, che testimonia l'ubicazione dell'antico passaggio, costruito nel periodo in cui Pescia era ancora una terra di Lucca. La sua distruzione, nel 1860, per decreto Ricasoli, unì di fatto il centro storico con la zona urbana esterna alle mura che proprio nella seconda metà dell'Ottocento si andava espandendo verso sud.

 
torrione piazza xx settembre

Oltrepassato di poco il luogo, dove si trovava la porta, sulla destra, è possibile percorrere un bel tratto di mulattiera che si inerpica verso la collina e raggiunge il "Torrione". Quest'architettura bellica faceva parte della cinta di mura quattrocentesca; è simile per fattura a quella che si trova nella grande Piazza XX settembre.
Il Torrione è il simbolo del Rione di S.Michele. Continuando a percorrere il Borgo, si possono osservare case e palazzetti di modeste dimensioni ma di un certo stile; oltrepassata da poco la via Ricasoli, si vede sulla destra il palazzo dei Marchi: qui - come descrive la lapide - nacquero nei primi del secolo XIX, il computista Francesco Marchi.
Giunti alla fine del Borgo alla Vittoria, si può voltare a sinistra per via Domenico Buonvicini che immette su un ampio spazio urbano.
La Piazza XX settembre è molto grande; in quest'area limitrofa al vero centro storico si trova la stazione dei pullman per raggiungere Firenze e Lucca.

 
archivio di stato- esterno

Sul versante della piazza che costeggia il fiume si trova l'ex casa Littorio, nuova sede della sezione Archivio di Stato di Pescia. In città, infatti, è ormai da anni presente l'importante sede statale, ove sono raccolti i documenti e gli archivi locali più preziosi, a cominciare da quello del Vicariato di Pescia e delle serie archivistiche delle Compagnie laicali che furono soppresse nella seconda metà del XVIII secolo dal Granduca Leopoldo. L'edificio, terminato nel 1928, fu progettato dall'ingegnere Umberto Cappelli.

 
splendor

Percorrendo a sinistra la strada che costeggia lo stabile del cinema Splendor, si raggiunge l'antico complesso monastico di S. Michele. Al di là del cancello, che separa l'area dei Giardini da quella antistante il monastero, si trova l'ingresso del Refettorio delle Benedettine, sede della Pinacoteca. Il grande salone è ancora arredato con stalli e banchi seicenteschi. Nella parete di fondo, dove si trova il sedile della badessa, in alto, è collocata una tela del 1615 che rappresenta l'Ultima Cena, opera del pittore locale Fioravante Sansoni.
L'attuale stabile risale al Cinquecento, anche se particolari architettonici rimandano al periodo medievale. Alcuni documenti, infatti, attestano che già nel secolo XI esisteva un monastero benedettino; purtroppo della prima struttura ecclesiastica sono rimasti solo i pochi reperti lapidei conservati nella sacrestia della chiesa. All'interno dell'edificio sono da menzionare la bella tavola cinquecentesca dell'Annunciazione che si trova sull'altare maggiore; la statua di S. Michele del secolo XIV, posta su una mensola adiacente alle finestre del coro benedettino; i quadri raffiguranti l'Arcangelo S. Michele che trafigge il Diavolo e il S. Benedetto, ambedue del pittore di Uzzano, Alessando Bardelli (secolo XVIXVII).

 
vetrata San Michele 1548

Altra opera degna di essere ricordata è la settecentesca pittura di Innocenzio Ansaldi che rappresenta S. Giovanni Nepomuceno. L'antico coro delle monache, posto sopra la zona d'ingresso attuale della chiesa, è illuminato, oltre che dalle aperture che si affacciano sulla navata della chiesa, dalla finestra circolare che è ornata da una splendida vetrata a colori della fine del Cinquecento che rappresenta l'Arcangelo Michele mentre trafigge il Diavolo. La vetrata fu commissionata intorno al 1548 dal pesciatino Gaspero di Lorenzo Ducci, che abitò per un considerevole periodo nella città di Anversa e ricoprì molti incarichi per l'imperatore Carlo V. Sopra l'abside orientata dell'antica chiesa medievale - che oggi corrisponde alla cappellina di sinistra - si trova il coro con gli stalli cinquecenteschi, al centro del quale è collocata l'interessante tela raffigurante la Madonna in trono con il Bambino tra S. Benedetto e S. Michele, del pittore Brunetto Ippoliti che la eseguì su commissione del pesciatino Pietro Paolo Galeotti ai primi del secolo XVII.
Usciti dalla chiesa, si inizia la salita che conduce ad una delle zone più affascinati di Pescia: siamo nella celebre "Valchiusa". In questa piccola valle sono ubicate, oltre al polo didattico, molte ville signorili, la più famosa delle quali è quella che sulla fine del XVIII secolo e nei primi anni del XIX ospitò Jean Charles Léonard Sismondi. Oggi la villa, contrassegnata dalla presenza di un antistante giardino a terrazze, è sede della Biblioteca Comunale "Carlo Magnani". Ripercorsa la strada di Valchiusa, si consiglia di svoltare a destra per la via che costeggia il muro del convento di S. Michele e raggiungere Piazza Leonardo da Vinci. Subito si incontra un grande palazzo che un tempo era la dimora della famiglia Piacentini. La fama di questo glorioso palazzo, oggi sede di varie scuole, è legata al ricordo del grande amore che il poeta Giuseppe Giusti provò per l'affascinante Cecilia Piacentini, alla quale dedicò l'ispirata canzone di lirica amorosa "All'Amica risanata".

 
ex mercato dei fiori

Di fronte al Palazzo Piacentini-Benedetti si trova una moderna struttura che fu edificata nel 1970 su progetto di A. Gori. L'architettura, sorta per ospitare gli uffici della Pretura, successivamente sede del Museo Paleontologico, importante centro culturale per gli studi e la ricerca dell'archeologia in Valdinievole (attualmente chiuso, in attesa di restauro). Le sale del museo espongono importanti reperti che provengono da donazioni di generosi privati. Prendendo via Amendola, si arriva alla piazza antistante il vecchio Mercato dei Fiori; da quel punto è possibile godere la vista di questo singolare edificio commerciale. Costruito nella seconda metà degli anni Cinquanta, su disegno firmato da Giuseppe e Antonio Gori, Leonardo Ricci, Leonardo Savioli e Emilio Brizzi, il Mercato ha una singolare copertura a padiglione a volta che ricorda intenzionalmente l'ampia vela di una nave che si libera nell'aria. È senz'altro l'unica costruzione dell'età contemporanea a Pescia di grande suggestione artistica.
Nel 1951 il progetto del mercato vinse il premio riservato alle opere pubbliche in un concorso internazionale di architettura. Antistante all'ormai vecchio Mercato dei Fiori, si trova la piazza che risulta adiacente alla strada che porta al moderno Ponte Europa.

 
istituto tecnico agrario di pescia

Da qui è possibile vedere la Villa che ospita l'Istituto Tecnico Agrario: un tempo quella splendida architettura, adagiata sul colle, era la dimora della famiglia Della Barba. In prossimità di questo edificio si trova il villaggio di "Ricciano", costruito ex-novo negli anni Cinquanta del Novecento.

 
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